Il titolo, Il pozzo di Bouctou, si riferisce all’origine del nome della città di Timbuktu, Tim-Buktu, in lingua tuareg, significa il pozzo di Bouctou, uno schiavo tuareg che si occupava di un pozzo attorno al quale fu fondata la mitica città. verso il XII secolo.

Le donne, protagoniste di questa mostra, fanno parte di una società multietnica, dove le difficoltà sono superate grazie all’unità, attraverso associazioni locali come Gouna Tiere, diretta da Hawa Touré, discendente di armi andaluse, che, tra altri progetti oggi svolgono una campagna di pulizia e riciclaggio delle materie plastiche chiamata “Timbuktu Belle”.

La mostra consisterà in una selezione di disegni, acquerelli, dipinti su tavoli o tele coranici ed esempi di libri di viaggio, tutto questo dall’esperienza diretta dei viaggi della pittrice Irene López de Castro, di sangue e cuore Hispano-Maliana, il cui lavoro è stato riconosciuto sia in Spagna che all’estero, attraverso diverse mostre, una delle più recenti tenute al Museo Nazionale del Mali, organizzato dall’Ambasciata di Spagna in Mali nell’ottobre 2017